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Di nuovo in Tanzania! e Yanith, il piccolo orfano che sogna di essere poliziotto

Cari amici e sostenitori, dopo 3 anni di progetti a Zanzibar in cui abbiamo supportato attività sanitarie e cure mediche per bambini disabili e affetti da malattie rare, torneremo -come annunciato negli aggiornamenti precedenti, in Tanzania, ma questa volta nella Tanzania continentale dove, giorno dopo giorno, si consumano ingiustizie socio-culturali nei confronti delle bambine e delle giovani delle tribu Maasai.

La maggioranza delle ragazze Maasai è destinata a vivere una vita di povertà e oppressione culturale. Solo una generazione fa, meno del 20% delle bambine Masai si iscriveva a scuola. Oggi, solo il 48% si iscrive a scuola e solo il 10% delle ragazze arriva alla scuola secondaria.

In genere, le ragazze Maasai vengono brutalmente circoncise tra gli 11 e i 13 anni e subito dopo vengono date in sposa a un uomo scelto dal padre in cambio di bestiame e denaro.

Se il marito scelto dal padre è un uomo anziano che muore quando lei è ancora adolescente, diventerà proprietà di uno dei fratelli del marito. Sarà una delle tante mogli e avrà molti figli, indipendentemente dalla sua salute o dalla sua capacità di provvedere a loro. Si alzerà presto ogni giorno per mungere le mucche e trascorrerà le sue giornate camminando per chilometri fino alle pozze d’acqua per lavare i vestiti e prendere l’acqua, e per raccogliere pesanti carichi di legna da ardere da portare a casa. Se è fortunata, avrà un asino con cui condividere il suo fardello. Vivrà una vita con pochi comfort materiali, dipendente da un marito e da una famiglia che non ha scelto. La sua aspettativa di vita è di 45 anni.

Per questo motivo abbiamo deciso di accogliere la richiesta di aiuto pervenutaci dall’organizzazione locale ECIO, Enduata Community Initiative Organization, che offre educazione a bambine e ragazze Maasai che non hanno mai avuto la possibilità di frequentare la scuola, “strappandole” da questa spirale culturale che le destina alla povertà senza possibilità di scelta.  La fondatrice, Narau, è una donna Maasai che coraggiosamente si è sottratta a queste crudeli pratiche da giovane, rifiutando il destino già segnato per lei.

Mandare a scuola una bambina Maasai costa circa 1000 € all’anno, che comprendono non solo libri e retribuzione dell’insegnante, ma anche la copertura delle necessità di base: un materasso dove dormire, aiuti alimentari, assorbenti sanitari, insomma tutto ciò che serve per vivere con dignità! Il nuovo programma “Manda una bambina Maasai a scuola” è già attivo, se volete darci una mano potete effettuare una regolare donazione specificando nella causale “Bambina Maasai”.

Yanith, il piccolo orfano che sogna di essere poliziotto

Con grande piacere ed un pizzico di orgoglio, vi invio la relazione periodica del progetto “Nursery & Early years” in Cambogia, che potete scaricare da questo link. Il protagonista di questo mese è il piccolo Yanith, il cui caso mi ha fatto molto commuovere..Yanith infatti è rimasto orfano da piccolissimo, e sta crescendo con i nonni. Ha cominciato a frequentare il nostro programma lo scorso anno, a 7 anni, senza mai essere andato a scuola. Si recava a lavorare con il nonno, che è un autista di tuk tuk. Il suo riscatto è cominciato e non si fermerà, perchè questi bambini, che assai poco hanno avuto dalla vita, sono molto determinati ed ambiziosi..Lui sarà un poliziotto incorruttibile!

Grazie, come sempre, per credere in ciò che facciamo, giorno dopo giorno, con tutte le nostre energie e speranze!

Con affetto,

Caterina

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Caterina Vetro
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